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La
porchetta costituisce il
piatto tipico, ma sono molte le specialità provenienti da
questa regione ricca di tradizioni gastronomiche.
A
cominciare da Norcia, autentica capitale dell'arte di
ottimizzare le risorse del maiale, dalla quale ha preso il
nome il norcino, colui che sa macellare e lavorare la
carne suina, diventato oramai sinonimo di salumiere.
Il
prosciutto di Norcia,
che ha ottenuto I'IGP, è un prodotto diverso dal Parma o
dal San Daniele: si tratta di un prosciutto di montagna,
salato, dal sapore pieno che dà il meglio di sé tagliato
con il coltello. Il coscio di stinco pesante adulto viene
rifilato a squadrato per ottenerne il tipico aspetto a
pera, viene salato a secco con sale da cucina e tenuto così
per 20-25 giorni a seconda del peso. Passato questo tempo
si lava con acqua tiepida, si condisce con pepe e aglio e
si appende in cucina o in altro locale idoneo per
l'asciugatura e una leggera affumicatura. Dopo circa otto
mesi si stucca con un impasto fatto di strutto e farina e
si lascia stagionare in ambiente umido e fresco. Dopo
circa due anni dall'inizio della lavorazione il prodotto
è pronto per essere consumato.
Esiste
ormai anche una lavorazione più industriale nella
provincia di Perugia (Norcia, Preci, Monteleone di
Spoleto, Poggiodomo, Cascia) che abbrevia notevolmente i
tempi di lavorazione.
Per
il prosciutto di Norcia comune il coscio viene salato a
secco con sale da cucina, pepe, aglio, per 20-30 giorni a
seconda del peso. Dopo il periodo di salatura si lava con
acqua a 30-40°C e si fa asciugare in stanze ventilate e
calde. Passa successivamente nel reparto di
prestagionatura e circa altri sette-otto mesi in quello di
stagionatura.
Nelle
province di Perugia e Terni, quindi si può dire in tutta
l'Umbria, si producono molti prodotti apprezzati dai
buongustai. Incominciamo la carrellata.
La
corallina di Norcia
utilizza un impasto composto da tre parti di carne magra
di prima scelta (spalla, rifilature del prosciutto)
finemente macinata e una parte di grasso duro tagliato a
dadini. Viene conciata con sale, pepe intero e
spezzettato, aglio macerato nel vino, e insaccata nel
budello naturale di suino. Viene fatta maturare alcuni
giorni in ambiente aerato e riscaldato con stufa a legna e
viene fatta stagionare dai tre ai cinque mesi in locali
umidi e freschi.
Il
Budellaccio di Norcia (o
noia o annoia)
utilizza i budelli di cinghiale: dopo essere stati
accuratamente lavati con acqua e aceto, vino o limone,
vengono conditi con sale, semi di finocchio e messi ad
essiccare, sotto la cappa del camino. Dopo circa
tre-quattro giorni sono secchi e si consumano cotti.
Il
Capocollo, o lonza,
simile a quello prodotto in altre regioni (ad esempio le
Marche), è ricavato dal muscolo dorsale del suino,
rifilato e tagliato in pezzi lunghi una trentina di
centimetri. Trattato con sale, pepe e aglio pestato, viene
lasciato in salamoia per due settimane. In seguito viene
lavato con vino bianco secco e avvolto in un foglio di
carta oleata lasciato semiaperto e poi messo ad asciugare
all'aria. Dopo una settimana il capocollo viene tolto
dalla carta oleata e impacchettato in un'altra carta da
macellai che funge da budello. L'involucro viene sigillato
e legato con spago come se fosse un salame, poi lo si
lascia appeso a maturare, in ambiente fresco e ventilato,
per un periodo di tre mesi, prima di consumarlo.
La
Coppa di Testa è
un'ottima soppressata che si realizza con le parti carnose
della testa di maiale, prima lessate e poi condite con
sale, pepe, spezie e bucce d'arancia e poi insaccate in un
budello. Per dare la forma la si tiene per una o due
giornate sotto peso.
Il
Mazzafegato, simile al
prodotto toscano e marchigiano, si produce in due
versioni, una di sapore dolce, l'altra salato. Sono
rinomate quelle prodotte a Norcia, Orvieto, Gubbio, Gualdo
Tadino, Spoleto. L'impasto del mazzafegato dolce è
composto da una parte di fegato tagliuzzato a mano e da
tre parti di carne da salsiccia. Si concia con sale, pepe,
zucchero, pinoli, uva passita, bucce d'arancia e si
insacca nel budello naturale, dividendolo in rocchi con un
sottile spago e come per le normali salsicce,
punzecchiandolo con aghi per far uscire aria e sangue. E'
un prodotto che si può acquistare sia fresco sia
stagionato. Nell'ultimo caso i mazzafegati si fanno prima
asciugare per alcuni giorni in ambiente ventilato e caldo,
poi passano a stagionare in ambiente umido e fresco dove
possono rimanere anche sei o sette mesi senza alterare il
sapore e la fragranza. Nella versione del mazzafegato
salato l'impasto è composto da una parte di fegato di
maiale e da tre parti di carni di seconda e terza scelta
usate per confezionare salsicce. Si concia con sale e
pepe, quindi si insacca nel budello naturale e si lega in
rocchi più o meno lunghi. Si fa asciugare per alcuni
giorni in locale riscaldato e poi si mette a stagionare in
cantina o in un locale umido e fresco per un paio di mesi.
Un
antico piatto regionale è il Migliaccio
che si prepara con sangue suino mescolato a lardo fresco
tagliato a dadini, con aggiunta di pane grattugiato,
civetta, pinoli, mallo di buccia d'arancia e sugo ricavato
dalla cottura della porchetta al finocchio.
Il
Ciauscolo è un
insaccato che appartiene alla tradizione marchigiana ma si
difendono nella lavorazione anche molte località umbre:
Poggiodomo, Norcia, Spoleto. Per l'impasto si scelgono le
parti più saporite del maiale, come la spalla, il
prosciutto e la pancetta, in percentuale elevata per
mantenere la morbidezza dell'impasto. La carne viene
macinata tre volte con stampi sempre più piccoli per
avere una grana sottilissima. Si concia con sale, pepe,
aglio pestato e un po' di vino. Si insacca nel budello
naturale di suino o anche di bovino. La maturazione
avviene per qualche giorno in locale arioso, dove ci sia
del fuoco e del fumo (si è rivelato ottimo per il
risultato finale bruciare bacche di ginepro) e la
stagionatura varia da due a tre mesi in cantina.
La
Mortadella umbra è un
prodotto in via di estinzione e la tradizione si sta
spostando nella zona di Amatrice (Lazio) e di Campotosto
(Abruzzo). Ma la vera zona di origine sembra essere stata
Preci, in provincia di Perugia. L'impasto di questo
insaccato è composto da carne suina di prima scelta e da
grasso duro, tritati molto finemente. La concia è fatta
esclusivamente con sale e pepe. Si insacca nel budello
naturale al centro del quale viene inserito un lardello
lungo 25-30 cm. Viene pressata per ottenere la forma di un
parallelepipedo, viene fatta asciugare per qualche giorno
in ambiente ventilato e caldo e in seguito viene fatta
stagionare quattro-cinque mesi in cantina o in altro
ambiente umido e fresco.
Stanno
scomparendo anche i prodotti che si ottenevano con i daini
allevati in loco, prevalentemente nella zona di Nocera
Umbra (Perugia).
Il
Bocconcino di daino si
produce con carni magre prive di ogni parte grassa e
nervetti, tritate finemente insieme al 30% di grasso
suino. L'impasto viene conciato con sale, pepe e bacche di
ginepro e insaccato nel budello naturale di suino,
legandolo in tanti piccoli rocchi che si lasciamo
asciugare per circa due giorni in ambiente aerato e
tiepido, prima della stagionatura che dura circa un mese
in luogo fresco e umido.
Il
Cacciatorino di daino
deriva da carni magre impastate con il 30% di grasso
suino, conciate con sale, pepe e bacche di ginepro; si
insacca nel budello naturale e si lega in rocchi di circa
200 g di peso. Viene posto in luogo caldo e aerato per
alcuni giorni prima della stagionatura che dura un paio di
mesi in ambiente umido e fresco.
Il
Filetto di daino
utilizza la lombata disossata e sgrassata che viene messa
sotto sale e aromi (sale, pepe, bacche di ginepro) per
8-10 giorni. Si toglie dal sale, si fa asciugare per
qualche giorno in locali aerati e caldi e poi si fa
stagionare per un paio di mesi in ambiente fresco con
umidità controllata.
Il
Coscio di daino
disossato e ripulito del grasso dà vita al prosciutto di
daino, che viene poi messo sotto sale, pepe e bacche di
ginepro per 15 giorni circa. Dopo essere stato tolto dal
sale, viene messo ad asciugare e a prendere un po' di fumo
per altri dieci giorni prima della stagionatura che
necessita di due mesi in locali a temperatura e umidità
controllata.
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