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Salumi

PUGLIA

 

In tutta la regione viene prodotta la salsiccia pugliese: l'impasto di carne suina di seconda scelta e grasso viene conciato con sale, pepe nero in grani, semi di finocchio, insaccato nel budello naturale e messo ad affumicare per alcuni giorni, prima della stagionatura che dura circa un mese. La conservazione avviene sotto grasso.

Nella provincia di Taranto si produce la salsiccia di Ginosa. Le carni di coscio e spalla, più il 15% di grasso suino, vengono tagliate a punta di coltello e conciate con sale, pepe o peperoncino, finocchio, zafferano. Si insaccano nel budello naturale, si legano a rocchi di 10-15 cm di lunghezza e si pongono ad asciugare. Il periodo di stagionatura è, di 15-20 giorni. Il prodotto si può consumare fresco, oppure conservare sott'olio o sotto strutto per lunghi periodi.

Un'altra specialità è la soppressata di Martina Franca (Taranto). Le carni magre di suino, coscio o spalla, più il 10% di grasso vengono tagliate a punta di coltello e insaporite con sale, pepe e vino bianco. L'impasto si lascia riposare per mezza giornata e poi si insacca nel budello grasso di maiale. La maturazione avviene in locale con fumo di corteccia di quercia per 10 giorni, mentre il periodo di stagionatura dura da due mesi in poi. All'arrivo dei primi caldi le soppresse che non sono state consumate vengono messe sotto grasso suino. Altre zone di produzione di questo tipo di soppressata sono località in provincia di Bari: Locorotondo, Alberobello, Noci, Gioia del Colle.

Martina Franca è celebre anche per il capocollo martinese, nome meridionale della coppa o lonza che deriva certamente dal fatto che la parte usata si trova nel tratto dorsale del maiale, vicino alla regione del collo. Si tratta di una parte pregiata che corrisponde alla punta del filetto. Il pezzo di carne viene messo sotto sale per 15-20 giorni e poi a riposare in un recipiente di terracotta, insieme ad altri capocolli sovrapposti l'un l'altro. Si lascia in salamoia per alcuni giorni, durante i quali viene spesso rigirato. Successivamente viene spurgato da tutto il sale e lavato con vino cotto, asciugato e spolverizzato con l'aggiunta di pepe macinato misto a peperoncino. Poi si avvolge su se stesso in panni di fibra vegetale perché si asciughi e insaccato nel budello di maiale. Quindi lo si fa riposare per otto-dieci giorni, prima di metterlo ad affumicare al fumo di corteccia di quercia per 20 giorni. Questa leggera affumicatura conferisce al capocollo di Martina Franca un gusto particolare. Il salume è pronto per il consumo solo dopo la stagionatura che dura almeno cinque mesi e avviene in locali ventilati e umidi. Volendo conservare il capocollo per tutta l'estate, lo si può mettere al riparo in un orciolo di terracotta, coperto di olio d'oliva. Va ben sgocciolato prima di tagliarlo e di assaporarlo come antipasto, accompagnato dalle olive, tipica produzione della zona dei trulli. Altre zone di produzione del capocollo sono in provincia di Bari: Locorotondo, Alberobello, Noci, Gioia del Colle.

Sempre a Martina Franca si produce ancora la cervellata, salume fine e delicato, molto sottile, non legato a rocchi, composto con una miscellanea di carne suina mista a quella di vitello, oppure con il solo maiale. Viene condita con sale e pepe macinato, spesso con aggiunta di semi di finocchio; per renderla più morbida e saporita, la si bagna nel vino rosso.

Nella provincia di Foggia, in particolare nella zona di Rignano Garganico, esiste una produzione di salumi di carne ovina come la muscisca. La pancetta o carne disossata di pecora o di capra (e in alcuni casi di vitella giovane) viene tagliata a strisce lunghe (20-30 cm) ma sottili (3-4 cm) e condita con sale, peperoncino e semi di finocchio, prima di essere messa ad asciugare al sole, quanto basta per ottenere l'essiccamento. La carne in questa fase deve essere coperta per evitare il danneggiamento degli insetti. Una volta secca la carne si conserva per alcuni mesi e si consuma cruda o arrostita.

La specialità della provincia di Lecce è la salsiccia di Lecce. Carni magre di vitello e suino e grasso suino vengono macinate, conciate con sale, pepe, vino bianco e, talvolta, buccia di limone, cannella, chiodi di garofano, e insaccate nel budello naturale. Si lasciano dieci giorni ad asciugare e un mese a stagionare. Si può consumare anche fresco.

La Puglia è grande produttrice di formaggi e alcuni vengono utilizzati per la lavorazione dei salumi. La salsiccia alla mozzarella e la salsiccia con formaggio, prodotti emergenti della zona di Mola in provincia di Bari, ne sono un esempio lampante. Il primo insaccato utilizza carni di suino e di vitello, in proporzioni uguali, che vengono macinate per due volte finemente e condite con sale, pepe, aglio, mozzarella pugliese tagliata a pezzettini in un rapporto di circa 100 g/kg. Il secondo diverge dalla preparazione precedente per l'utilizzo del parmigiano o del pecorino al posto della mozzarella, con l'eventuale aggiunta di semi di finocchio. Si consumano entrambe fresche, cotte alla griglia su una brace di tralci secchi di vite e rametti di olivo.

A Mola si produce anche una particolare salsiccia con i funghi. Le carni suine di seconda scelta e il magro di bovino vengono finemente macinate e conciate con sale, pepe, aglio e 100 g di funghi trifolati per ogni kg di impasto. Si insaccano e vengono consumate fresche.

Le salsiccette pugliesi grandi come un dito sono chiamate in dialetto zampitti. Si fanno con un impasto di carne di vitello, agnello, maiale, sono abbondantemente salate e cosparse di peperoncino.

In alcuni borghi della Murgia si usa preparare, come in Lucania e in Calabria, gli involtini di lunga conservazione fatti con le braciole di maiale. Le fettine di carne vengono battute leggermente, farcite con scaglie di formaggio pecorino, prezzemolo, aglio, sale e pepe. Si arrotolano a forma di involtini e si cuciono con il filo per essere poi cucinati nello strutto e riposti in vasi di terracotta, ben ricoperti dal grasso di cottura, con aggiunta di altro grasso di maiale fatto sciogliere al fuoco. Al momento di consumarli, come condimento di fusilli, orecchiette e gnocchi, si fanno scaldare ancora nello strutto.

Una delle tante curiosità della gastronomia pugliese è il tarantello, che utilizza carne fresca di tonno ricavata dalla parte più tonda del ventre: questa specialità che ricorda la bottarga venne citata nella lista di un pranzo memorabile offerto dal Cardinale Campeggio in onore dell'imperatore Carlo V, durante un suo soggiorno a Roma.

 

su gentile concessione di Docitalia

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