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Salumi

 

Lombardia: Una regione con un patrimonio zootecnico da record, ricca di prodotti noti e diffusi industrialmente, ma anche di lavorazioni artigianali.

Il salame di Milano, o , un tempo era la produzione tipica di Codogno; ora si produce in Brianza e in tutto il milanese. Le carni magre di suino e bovino e il grasso corposo di suino (pancetta) vengono tritati in modo che le parti di grasso e di magro rimangano ben distinte. L'impasto viene condito con sale, pepe, aromi naturali, aglio pestato o macerato (ingrediente facoltativo), vino bianco e spezie, e poi insaccato in budello naturale o artificiale. La stagionatura varia da 3 a 6 mesi.

La salsiccia alla milanese "antica"  va consumata subito, cotta preferibilmente nel minestrone o in una minestra di verze. I suoi ingredienti sono tutti i ritagli della lavorazione del maiale, puliti dai nervetti, con l'aggiunta di lardo rosa e di grasso corposo. Il tutto viene condito, triturato e mescolato con cura. I coadiuvanti sono particolari: pepe, cannella, chiodi garofano, noce moscata, muschio macinato, granone lodigiano grattuggiato, vino rosato, zucchero, zafferano, pinoli e uva passa. Salsiccia è un nome improprio, perché si tratta di un macinato. Quando l'impasto viene insaccato in budello naturale, il prodotto prende il nome di luganega.

La salamina mista è un prodotto da consumare cotto che un tempo veniva preparato nelle zone montuose del bresciano, del bergamasco e del comasco. Attualmente ha perso questa prerogativa artigianale, essendo diventata una produzione più industriale, presente in tutto il retroterra milanese. Per la sua preparazione in passato si utilizzavano carni degli animali da lavoro (buoi, cavalli, asini, suini) non più in grado di essere sfruttati e che venivano macellati in casa, solitamente in autunno inoltrato. Oggi la salamina è prodotta solo con scarti di lavorazione di carni bovine e suine, condite poi con sale, pepe e aromi maturali e insaccate in budello naturale o artificiale.

La prelibatezza della bassa lodigiana (e della zona precollinare del pavese con centro a Salice Terme) è la mortadella di fegato al vin brulé: il fegato di suino viene macinato con carni tenere e pancetta, insaccato in vescica animale o budello con grosso diametro. Come coadiuvanti tecnologici si utilizzano vin brulé, sale, pepe, chiodi di garofano. il vino brulé nel quale si lasciano a macerare i chiodi di garofano conferisce un sapore particolare al prodotto finale, lasciato stagionare per circa 30 giorni, che si consuma preferibilmente cotto.

Il Salame Brianza, prodotto Dop, si produce nella tradizionale zona della Brianza a nord di Milano delimitata dal fiume Adda ed è costituito da carni suine tra cui spalla disossata e snervata, friscoli di banco e triti di prosciutti, pancette e/o gole senza grasso molle. Si aggiunge sale, pepe a pezzi o macinato, vino, zucchero. Dopo la macinatura, l'impasto viene insaccato in budello naturale o artificiale, eventualmente legato con spago o posto in rete. La stagionatura deve avvenire in locali con sufficiente ricambio di aria, a temperatura compresa tra 9 e 13°C. Il periodo varia in funzione del diametro del salame fresco.

La particolarità della provincia di Brescia è la salsiccia di castrato ovino: la carne disossata viene triturata finemente con l'aggiunta di carne bovina (fino a 20%), facoltativamente di carne suina (in genere pancetta), sale, pepe macinato fine, una minima quantità di aglio, spezie. Questo prodotto non si conserva nemmeno in frigorifero e va quindi consumato freschissimo.

Per il cuz, originario di Corteno Golgi (Bs), si utilizzano carni di pecora preferibilmente locali da uno a tre anni di età o carni di castrato: l'intero animale senza le interiora, la carne della testa, il sangue e la pelle, viene tagliato a pezzetti e bollito per cinque ore con poca acqua (1 l per ogni 10 kg di carne) con sale e pochissimi aromi (salvia). Si consuma caldo con un piatto di polenta, oppure freddo. Messo in recipienti di terracotta, legno o vetro, e coperto di grasso, con l'aggiunta di altro sale si conserva fino all'autunno seguente.

La soppressata bresciana arriva invece dal Lago di Garda. Le carni magre di suino vengono fatte marinare, macinate e insaccate in budello voluminoso (anche la vescica), con l'aggiunta all'interno di un pezzo intero di coppa o di capocollo. Il periodo di stagionatura è di 30 giorni se consumata cotta; da 6 a 15 mesi se stagionata. E' fondamentale che la legatura sia molto stretta per non far passare assolutamente l'aria. Se è necessario, quando la soppressa è parzialmente calata di peso, si può ripetere la legatura.

La provincia di Sondrio (Valtellina, Valchiavenna, ecc.) si è imposta all'attenzione nazionale con la produzione della bresaola di manzo, insaccato che ha ottenuto I'Igp dalla Ue. Non è fatto con parti suine bensì con i muscoli ischio-tibiali e parte del gluteo del bovino, a cui si aggiunge sale, pepe, cannella, chiodi di garofano, aglio pestato. Rivestita in budello naturale, la bresaola si lascia maturare per 10 giorni in luogo asciutto e ventilato a cui segue un periodo di stagionatura che va da 1 a 3 mesi in base alla pezzatura. Molto apprezzata dai buongustai è anche la bresaola di cavallo (animali importati da Stati Uniti, Canada, Australia e Paesi dell'Est) da cui si ricavano anche i cacciatorini che utilizzano le rifilature delle bresaole o delle parti anteriori. A essi si aggiunge pancetta e lardo di suino in percentuale del 30%, sale, pepe, droghe naturali macinate fini per formare l'impasto. E ultima variante della serie è la bresaola di cervo realizzata con cosce di cervo snervate e messe sotto sale a secco con l'aggiunta di pepe, cannella, chiodi di garofanglio pestato e vino rosso per 7~10 giorni. Rispetto alla bresaola di manzo la salagione è meno forte: per un quintale di cervo bastano in media 1,8 kg di sale assorbito (1,5 in alta montagna e 2,1 nella bassa valle).Esiste nella provincia una produzione tipica di prodotti ovicaprini e di selvaggina ottenuta dalla trasformazione di carni di capra, agnello, capriolo e camoscio, che danno vita a: violino di capra, salame di cervo, cacciatorino di capriolo, ecc.

Ridiscendendo in pianura, il cotechino cremonese, lo dice il nome stesso, viene prodotto in tutta la provincia cremonese (oltre che nella provincia di Milano, in zone montane del bergamasco e nel piacentino): carne magra di suino da sottolavorazione, il guanciale, le cotenne e tutte le parti della testa vengono macinate a grana media, condite con sale, zucchero, vino Barbera, pepe tritato o in grani, spezie, concia di aromi naturali in infusione nel vino rosso e insaccate in vescica o budello. La stagionatura si aggira sui 30-40 giorni con le forme appese al soffitto o a pertiche trasversali in solaio. Si consuma cotto e relativamente fresco.

Il salume esclusivo di Cremona ("fino a dove si sentono suonare le campane del Duomo") è il cotechino cremonese "vaniglia", che ha una preparazione simile a quella della versione più classica, con una percentuale più alta di carni magre. Il nome deriva dalla particolare dolcezza dell'impasto, dovuta al suo consumo immediato, subito dopo l'asciugatura.

Nel basso cremonese, e in particolare a Soresima, Vescovato e Pizzighettone, il prodotto tipico è il salame cremonese all'aglio. Tutte le parti del suino, mondate, vengono lavorate a freddo, macinate a mano con grana grossa e condite con sale, pepe in grani, vino rosso o bianco, aglio pestato e, secondo alcune ricette, filtrato nel vino. Si lasciano "riposare" per 1 giorno prima dell'insacco in budello di suino sgrassato e, se necessario, lavato con aceto e vino bianco. La stagionatura va da 4 a 12 mesi, secondo il diametro, e avviene in locali freschi e bui.

Il salame di filzetta (sempre del cremonese) utilizza la parte che si trova tra il lombo e la coppa di testa, che è magra e leggermente nervosa. Dopo la macinatura a grana grossa, viene condita con sale e pepe in grani e insaccata nel budello di suino parzialmente sgrassato e lavato con aceto e vino bianco.La mortadella di fegato viene invece prodotta in provincia di Pavia (Salice Terme, Sabbioneta, Lomazzo, Lurate Caccivio, ecc.), di Mantova e di Como. Il fegato del suino, insieme a ritagli magri privati delle parti dure e alla pancetta, viene condito con vino rosso aromatizzato (preferibilmente Barbera), macinato finemente e insaccato nella vescica o in budello. Anche i coadiuvanti (sale, aromi naturali, spezie e pepe macinato) sono filtrati nel vino rosso. Ha un periodo di stagionatura in cantina di 30-40 giorni. Dopo questo periodo, se non vengono consumate, le mortadelle si conservano in recipienti di coccio detti "terragne", verdi marmorizzate all'esterno e color caffelatte all'interno, sotto la sugna liquefatta che le mantiene morbide.

Mortara, località in Lomellina (Pv) si distingue per la trasformazione dei volatili. Il paté di fegato d'oca è una delle specialità più diffuse: il fegato, tagliato a fette sottili viene soffritto nel burro con percentuali variabili ( 10-50%) di fegato di vitello o di pollo, aromatizzato, passato, mischiato con uova, formaggio grattuggiato, marsala o cognac, alloro, timo, maggiorana, sale, pepe, noce moscata e talvolta tartufi. Si cuoce a bagnomaria, si mette nello stampo e quando è freddo si ricopre di gelatina. Tra le particolarità il salame d'oca di Mortara è ottenuto con l'impasto uniforme di carni magre di oca embden incrociata con oca romagnola unite a carni grasse e magre di suino che si insacca nella pelle di oca precedentemente cucita. Si utilizzano sale, pepe, aromi, marsala e altri vini pregiati, qualche spicchio d'aglio. Si lega e si fa bollire. Dopo la cottura a 100°C per un'ora circa il salame va lasciato raffreddare per un'altra ora nell'acqua di cottura. Il prosciuttino d'oca è invece la coscia privata della zampa marinata e messa sotto sale, pepe in grani, aromi naturali, noce moscata, foglie di alloro, marsala all'uovo stravecchio. Per una durata di 6 settimane circa ogni due giorni si rimuove e si cambia la posizione precedente in modo che le coscette assorbano sale e aromi da tutti i lati. La stagionatura avviene in ambiente ben arieggiato e va da 40 giorni a 2 mesi.

Il fegato grasso d'oca in terrina è prodotto con il fegato grasso ottenuto tramite ingozzamento forzato dell'animale per circa 40 giorni. Il fegato viene aperto, privato delle vene interne e della cistifellea. Viene messo prima a marinare in vino marsala ed erbe aromatiche, successivamente in una terrina tappezzata di grasso e carne di maiale affettata e infine in forno a bagnomaria per la cottura a temperatura media per circa 1 5 minuti. Una volta raffreddato, il prodotto viene ricoperto con grasso di oca o di suino e sigillato nella terrina. Va consumato fresco (entro un mese dalla cottura), tagliato a fettine sottili e spalmato su pane abbrustolito.

Per i cíccioli di oca si utilizzano ritagli di pelle con una piccola percentuale di carne, che vengono soffritti con grasso in un pentolone di rame e cotti su fuoco vivo a legna per circa 6 ore (30 kg). Mentre il durello d'oca viene aperto, pulito delle scorie, cotto in acqua e aromi naturali e messo in aceto e aromi.

Il gioiello della provincia pavese è comunque il salame di Varzi che ha ottenuto il riconoscimento Dop dalla Ue. Prodotto nella Valversa e sull'Appennino da Ponte Nizza a Valle Staffora (ai confini con la Liguria), esso vanta origini antiche, a partire dal 1100. Vengono utilizzati i tagli pregiati di spalla, coscia, lonza, filetto, coppa snervata, pancettoni mondati di suini allevati nel pavese oppure nelle province di Alessandria e Piacenza. Tritata in stampi con fori da 12 mm, la carne viene prima conciata con l'aggiunta di sale, pepe nero in grani e un infuso di aglio e vino rosso filtrato e successivamente insaccata in budello di maiale, tradizionalmente il cresponetto. A seconda della pezzatura e del periodo di stagionatura si distinguono quattro categorie di salame: la cucito a budello doppio.

Ricchissima di salumi la provincia di Mantova: in primis vi è la produzione di pancetta con filetto. La pancia del maiale, privata del grasso eccedente e parzialmente scotennata, viene conservata al fresco e messa sotto sale per 10-15 giorni. Viene poi lavata con vino bianco. All'interno si introduce un filetto di maiale salato e aromatizzato con sale, pepe nero in grani, aromi naturali, tutto in minima quantità. La legatura avviene con uno spago molto grosso con l'aggiunta di un pezzo di budello all'estremità per proteggerlo da infiltrazioni di aria. Con lo stesso procedimento si prepara anche, nella stessa zona, la pancetta con 'pisteum', nella quale il ripieno di filetto di suino viene sostituito da un macinato di carni grasse e magre scelte, condite con sale, aglio (facoltativo) e aromi naturali. Questo tipo di salame, che è una vera e propria "rarità", può essere anche insaccato all'esterno della pancetta e privato della cotenna. La stagionatura non deve essere inferiore ai 90 giorni.

San Benedetto Po (Mn) è un centro strategico per la creatività dell'arte salumiera: è lì che si producono il salame cotto sotto la cenere e il salame con língua. Per il primo, tutte le parti dei suino, escluse quelle usate per il cotechino, vengono tritate a grana grossa, condite e insaccate. La carne viene lavorata "a caldo", cioè immediatamente dopo l'uccisione e dopo la sgocciolatura, in ambiente a temperatura naturale per circa 10~ 12 ore. Questo tipo di lavorazione è simile a quello del salame man~ tovano, ma vengono eliminale le fasi di maturazione e di stagionatura, e la particolarità sta nel procedimento di cottura sulle braci. Il salame con lingua viene preparato con carni di suino grasse e magre macinate e condite con sale e pepe, e insaccate in vescica o budello dal diametro di 15 cm almeno. La lingua di rnaiale intera viene precedente salmistrata con chiodi di garofano, cannella, ginepro, macis e alloro. La stagionatura è di 2 mesi fino alla festa dell'Assunzione, il 1 5 di agosto, in occasione della quale il prodotto è il piatto tradizionale del giorno. Si consuma bollito.

Il salame pancettato è un prodotto emergente: tutte le carni di maiale, tranne quelle destinate al cotechino, vengono pulite e lasciate n 1 posare per 1 2 ore dopo la macellazione. Vengono tritate, insaccate con l'aggiunta di pancetta tagliata a cubi di circa 1,5 cm di lato appese al soffitto con brace disposta sul pavimento per una leggera affumicatura che dura 3-4 giorni.

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