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Salumi

LAZIO

 

Il maiale nel Lazio ha origini antiche, cantate anche da Marco Terenzio Varrone nel De re rustica, e si può considerare "di casa".

I beverelli o budelli, sono un prodotto artigianale raro a Roma e in provincia. Il budello di suini di allevamento nazionale viene lavato, rivoltato, condito e messo ad asciugare. Dopo due o tre giorni di maturazione al fuoco di carbone o di legna, viene appeso in luogo aerato da venti giorni a un mese. A Roma si chiamano budelli e sono simili ai ciarimboli marchigiani e al budello origanato siciliano.

Un prodotto che sta scomparendo è la corallina romana. La carne magra suina di prima scelta (in particolare spalla disossata) viene macinata finemente, mischiata a lardelli (25% del totale) fatti a mano, condita con sale (4%), pepe macinato, aglio schiacciato nel vino, chicchi di pepe nero intero, e insaccata nel budello naturale piccolo, talvolta ovino. Viene lasciata un giorno in un locale con braciere a carbone e a legna, e successivamente appesa in luogo ventilato per due o tre mesi. Dopo questo periodo prima si conservava sotto la cenere, ora in frigorifero. Si tratta di un tipico salame romano, anche se probabilmente di origine umbra, che viene mangiato a Pasqua e la cui produzione è quasi esclusivamente industriale.

La mortadella di Amatrice utilizza carni magre di prima scelta di suini di allevamenti nazionali (spalla, lombo, arista) che vengono macinate a macchina finemente, condite con sale e pepe, e preparate nella caratteristica forma tondeggiante. Nel centro si inserisce un lardello rosa, di consistenza dura, dopodiché si mettono su fazzoletti di budello di manzo, successivamente cuciti a mano e legati con lo spago (che viene poi ristretto, a mano a mano che la mortadella diminuisce di volume). Il prodotto differisce dalla mortadella umbra proprio per la forma. La maturazione dura un mese in cucina con fuoco a legna; le mortadelle sono legate a coppie, per cui durante questa fase, sono messe una in alto e una in basso, affinché non si tocchino. La stagionatura dura tre mesi in locale aerato.

La mortadella romana, o spianata, è un salume ormai diventato di produzione industriale; solo pochi norcini continuano a lavorarlo artigianalmente. Si utilizzano le carni magre di prima scelta (soprattutto spalla disossata) che vengono macinate finemente, mischiate con lardelli fatti a mano (25%), condite con sale, pepe, aglio schiacciato nel vino e insaccate nel budello di bovino. Si mettono poi alcuni giorni in apposite gabbiette metalliche (precedentemente si usavano assi di legno) per ottenere la caratteristica forma schiacciata. Limpasto è identico a quello della corallina. La maturazione avviene per alcuni giorni in locale con fuoco; la stagionatura dura alcuni mesi con le mortadelle appese al soffitto in locali arieggiati.

Nella zona di Viterbo (Vetralla, Canepina, Vejano, Sutri) nel periodo da settembre a Natale si produce il salame cotto. Le carni suine magre, soprattutto quelle della coscia, vengono macinate a grana grossa con una percentuale di grasso di pancetta (25%), condite con sale e pepe, e insaccate nel budello torto. Il salame viene bollito per circa 15 minuti e consumato caldo.

Dalla provincia di Frosinone proviene la salsiccia della val Comino, lavorata a S. Donato e negli altri paesi della zona. Le interiora (fegato, cuore, polmone e grasso del fegato di suini allevati tradizionalmente con alimentazione a base di ghiande, castagne, frutta, cereali e scarti domestici) e una piccola percentuale di grasso vengono tagliate a mano sul tagliere, condite con sale, pepe, peperoncino piccante, mele tagliate a dadini, bucce d'arancia, aglio, e insaccate nel budello naturale. La stagionatura avviene in cantina molto fresca a temperatura costante e va da 15 a 30 giorni. La Val Comino ha un clima molto adatto per la stagionatura dei salumi.

Monte S. Biagio (provincia di Latina) e i paesi limitrofi, che utilizzano qualche variante negli ingredienti di preparazione, sono luoghi famosi per la produzione della salsiccia e della salsiccia di fegato. Per il primo prodotto le carni magre suine di prima scelta (spesso si usano anche i prosciutti) vengono tagliate grossolanamente a mano con il coltello, condite con sale (3,5%), pepe rosso dolce e piccante, coriandoli (chiamati localmente petarta), e insaccate nel budello naturale. Dopo due o tre giorni in cui avviene la maturazione in locale preferibilmente con camino, inizia il periodo di stagionatura che dura da 20 a 25 giorni. Si possono conservare anche per alcuni mesi sotto grasso, strutto o più frequentemente olio di oliva. Per la salsiccia di fegato si utilizzano le interiora (fegato, cuore, milza, peritoneo, grasso di muscolo o guanciale di maiali allevati per lo più localmente) macinate con grasso di muscolo, sale e aromi (pepe rosso piccante, aglio, alloro, pinoli, uva passa, coriandolo, bucce d'arancia). Infine vengono insaccate nel budello naturale. La maturazione dura alcuni giorni in luogo tiepido; la stagionatura al massimo 30 giorni in luogo arieggiato.

Sempre nella provincia di Latina, esattamente a Priverno, viene prodotta la salsiccia di bufala, un originale salume in via di estinzione lavorato in inverno. Si utilizzano la carne di bufala e di maiale macinate a grana grossa, precedentemente conciate con sale, pepe, vino e aglio tritato, e poi insaccate in budello naturale di maiale. Al termine di un'asciugatura della durata di 15 o 20 giorni la salsiccia può essere, consumata fresca oppure lasciata seccare o conservata sottovuoto o sott'olio. Se consumata fresca può subire tutti i tipi di cottura, accompagnata con broccoletti, rape, spinaci o carciofi. Si differenzia dalla salsiccia di maiale per lo spiccato sapore più "selvatico" tipico della bufala. Sempre a Priverno gli amanti della carne di bufala possono trovare anche le coppiette di questa carne.

Di carne equina si trovano le coppiette di cavallo. La zona di produzione tipica è Ariccia, nel cuore dei Castelli Romani. Un tempo venivano vendute nelle osterie della capitale, ora è difficile trovarle. Pezzi di carne magra di cavallo di prima scelta vengono tagliate a strisce, condite con sale e peperoncino abbondante e appese nella cappa del camino per essere affumicate. Si consumano quasi subito perché tendono a indurirsi.

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