Capoluogo: Trieste (252.680 ab.) Capoluoghi di provincia: Gorizia 37.609 ab.,
Pordenone 48.584 ab., Udine 95.098 ab. Altri
comuni: Monfalcone 30.250 ab. Confini: Slovenia a EST, Austria a NORD, Veneto
a OVEST
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Le origini del
nome:
Il nome di questa regione indica una composizione
di due zone geografiche distinte, ma tutte e due derivano dal
latino ‘gens Iulia’ (la famiglia a cui appartiene Giulio
Cesare). Friuli originariamente ‘Forum Julii’ era il nome di
un centro commerciale (forum significa mercato), costruito dai
Romani, nell’attuale città di Cividale. Il nome della città
poi si estese a tutta la regione. Venezia
Giulia invece è un nome recente che ricorda gli abitanti
Veneti e la ‘Gens Iulia’. Dopo la prima Guerra Mondiale il
territorio dell’attuale regione faceva parte del Veneto,
insieme ad alcune zone della ex-Iugoslavia. Dopo la
seconda guerra mondiale si persero i nove decimi della Venezia
Giulia e riunendo il Friuli con quello che era rimasto della
stessa, si istituì l’attuale Regione.
Rilievi - Valichi - Coste
- Isole:
La parte
settentrionale del Friuli Venezia Giulia è formata dalle Alpi
Carniche e anche se pur minimo, da un breve tratto di Alpi Giulie.
Dal Passo di Monte Croce di Comelico fino alla Sella di Camporosso,
si estendono le Alpi Carniche, le quali con la loro muraglia di
protezione si elevano oltre i 2000 m. Le Alpi Giulie, invece,
proseguono dalla Sella di Camporosso sino al Passo di Vrata, a nord
di Fiume. La cima più alta è il Jôf di Montasio il quale appartiente
solo in parte all’Italia mentre il resto si trova in Slovenia. Il
Tagliamento divide le Alpi dalle Prealpi che sono meno alte, molto
rocciose e con poca vegetazione. Il Passo di Fusine e il Passo di
Predil collegano l’Italia alla Slovenia; il Passo di Monte Croce
Carnico porta in Austria. Il Passo della Mauria mette i
comunicazione la valle del Tagliamento con quella del Piave,
passando nelle Prealpi Carniche. La pianura di questa regione è
la parte finale naturale della Pianura Padana. Presenta le stesse
caratteristiche e si divide in parte alta, poco fertile e parte
bassa molto fertile e irrigata dalle risorgive.
Paesaggio: Pur non essendo una
regione molto grande, il Friuli Venezia Giulia presenta
notevoli aspetti del suo territorio. Scendendo da nord
troviamo le montagne che esaltano le loro vette con
grandissimi boschi di abeti, poi la parte pianeggiante ben
curata nelle sue colture agricole data anche l’abbondanza
d’acqua dei fiumi e per finire con il mare delle tranquille
acque lagunari. Nella parte della costa orientale troviamo un
ampio golfo che alle spalle si estende all’Altopiano del
Carso.Sempre nella parte
orientale c’è una zona collinare ricca di vigneti, la quale
chiude la regione nel territorio italiano di confine. La
sezione occidentale della costa compresa, tra la foce del
Tagliamento e l’Isonzo, si presenta bassa e sabbiosa. La costa
è formata dai detriti, scaricati dalle acque dei fiumi
Tagliamento e Isonzo. Nel 1976 una grande parte del Friuli fu
colpita da un terremoto disastroso. Due scosse sismiche si
abbatterono a distanza di qualche mese. Il fenomeno provocò
moltissime vittime e distrusse gran parte dei 117 comuni
apparteneti delle provincie di Udine e Pordenone. La
ricostruzione procede ancora troppo lentamente in confronto
alle vaste conseguenze del
sisma.
Agricoltura - Allevamento -
Pesca: La
produzione agricola è una delle più rilevanti in Italia. Sviluppate
sono le colture della vite e dell’ulivo che non richiedono terreni
molto fertili. La Puglia si pone ai primi posti per la produzione di
olio, vino e uva da tavola. Molto importante è la produzione di
avena e ortaggi, quella di mandorle per la quale la Calabria è
seconda solo alla Sicilia, di grano duro nel territorio del
Tavoliere, di fichi nei pressi di Bari, di tabacco e barbabietole da
zucchero nel leccese. Gli allevamenti sono soprattutto di ovini. Si
cerca di incrementare anche quello dei bovini che è molto scarso. La
pesca viene fatta in tutta la costa, ed è praticata soprattutto
quella d’alto mare. Ricordiamo la pesca dei crostacei e dei
molluschi provenienti nella maggior parte dagli allevamenti di
Taranto. I principali orti sono quelli di Manfredonia, Gallipoli e
Monopoli. La parte montuosa costituisce poco più della metà
del territorio complessivo della regione e la parte alta della
pianura, quella non fertile, è poco coltivata. La parte carsica è
quasi tutta senza alcun tipo coltura. La fascia bassa della pianura
invece, bonificata dalle risorgive naturali è altamente fertile e
sfruttata. Il prodotto della Regione non costituisce un rilevante
dato di produzione nazionale, ma le coltivazioni presenti sono:
granoturco, segale, barbabietole da zucchero, tabacco e frutta. Le
piantagioni più diffuse sono quelle dei vigneti, sparse un po'
dappertutto in pianura e in collina.
Industria -
Turismo:
Importanti sono gli
impianti metallurgici, meccanici, di prodotti chimici, gli
impianti per la raffinazione del petrolio e grandi cantieri
navali, i quali sono concentrati soprattutto nelle zone di
Trieste, Monfalcone, Pordenone e Gorizia. Molte aziende medie
producono macchine agricole, tessili, per il caffè, oltre che
orologi, alimentari, carta, mobili e sedie.
Posizione e
Confine: Il Friuli Venezia
Giulia è la regione più nord-orientale del territorio italiano. La
superficie va dalle Alpi al Mare Adriatico. A nord il Friuli Venezia
Giulia confina con l’Austria, a est con la Slovenia (ex-Iugoslavia),
a sud con il Mare Adriatico e a ovest troviamo il Tagliamento e la
Livenza che la dividono dal Veneto.
Fiumi - Laghi: Il principali fiumi di
questa Regione sono: il Tagliamento, l’Isonzo e il Livenza. Il
Tagliamento nasce dalle falde del Passo della Mauria e sfocia nella
zona veneta. Dell’Isonzo, che scende del Monte Tricorno, soltanto la
parte inferiore del corso e il suo l’affluente, il fiume Torre,
appartengono all’Italia. Il Livenza, anche se per un breve tratto,
bagna le terre a confine con il Veneto. Ricordiamo inoltre il più
curioso dei fiumi di questa Regione, vale a dire il Timavo, fenomeno
tipico del Carso, che già le popolazioni più antiche ebbero modo di
studiare. Il Timavo nasce in Slovenia, scorre sottoterra per 38 km.
e riaffiora vicino a Monfalcone, a poca distanza dal
mare.
Clima: Grazie alla protezione delle Alpi Carniche e
la vicinanza del mare, il clima nella parte pianeggiante è in genere
di tipo marittimo, con temperature non molto elevate; nella parte
settentrionale della regione il clima è tipicamente alpino. Nel
Carso vi sono abbondanti precipitazioni. Dove non c’è la protezione
della barriera delle Alpi, soffia la gelida ‘bora’, un vento freddo
e gelido, ma che porta il bel tempo; riesce a raggiungere i 100
km/h, con raffiche che toccano i 150 km/h; e raggiungere persino le
coste marchigiane attraversando l’Adriatico. A Trieste troviamo la
bora, mediamente dieci volte l’anno, che si presenta anche come un
vento moderato, comunemente chiamato ‘borin’.
Popolazione: Il Friuli
Venezia Giulia è una regione a statuto speciale. Essendo una terra
di frontiera sono presenti nel suo territorio minoranze etniche
slave e di lingua slovena, e un’altra di lingua tedesca. Le zone più
popolate sono la pianura e la fascia costiera, mentre le parti
montuose e alpine registrano sempre più una diminuzione demografica,
in quanto la popolazione preferisce trasferirsi nelle città della
costa o della pianura o altre zone dell’Italia settentrionale più
industrializzate.
Comunicazioni: Trieste è lo svincolo di comunicazione ferroviaria per
Venezia, per l’Austria passando per Udine e Tarvisio, e per la zona
della ex-Iugoslavia. La rete stradale e autostradale mette in
collegamento tutto il territorio con la Pianura Padana, l’Austria e
la ex-Iugoslavia. Per i centri minori sono in funzione diversi
svincoli stradali e ferroviari. L’aeroporto della Regione si trova a
Ronchi dei Legionari (GO).
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