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A ROMA LA CITTADELLA DELLE NEUROSCIENZE
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All'interno di un'area di 25mila metri quadri, oltre ai laboratori dell'Ebri sono attivi nella ricerca anche quelli della Fondazione Santa Lucia e alcuni gruppi di lavoro del Cnr.
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E’ stato inaugurato il 20 aprile a Roma l’European brain research institute (Ebri), centro europeo d’eccellenza per lo studio e la cura delle malattie del cervello. La cittadella delle neuroscienze tra la Laurentina e l’Ardeatina nasce grazie all’idea lanciata quattro anni fa dal premio Nobel Rita Levi Montalcini, e grazie all’impegno di Francesco Storace che, alla guida della Regione Lazio fino all’aprile del 2005, ha creduto e investito nella costruzione di una struttura tanto importante. "Questo è l'inizio di un nuovo umanesimo", ha detto Rita Levi Montalcini, nominata presidente della Fondazione Ebri.
Durante l’inaugurazione nella sede della Fondazione Santa Lucia, la scienziata ha parlato di “un successo formidabile, una speranza che si è tramutata in realtà e che oggi ha enormi possibilità di sviluppo”. Ha poi aggiunto: “Dobbiamo considerare il cervello come parte del tutto, valutando anche i nuovi sviluppi tecnologici. Se riuscissimo a penetrare nei misteri dei neuroni si spalancherebbero nuovi orizzonti non solo nel campo scientifico ma anche in ambito sociale”.
All'interno di un'area di 25mila metri quadri, oltre ai laboratori dell'Ebri sono attivi nella ricerca anche quelli della Fondazione Santa Lucia e alcuni gruppi di lavoro del Cnr. "Roma è orgogliosa di ospitare l'Ebri", ha detto il sindaco Walter Veltroni partecipando all’evento con l’augurio che “questo progetto dia la possibilità a giovani e meno giovani di trovare qui in Italia occasioni e fiducia".
Piero Marrazzo, alla sua prima uscita pubblica dopo l’elezione alla presidenza della Regione Lazio, ha dato rilievo all’impegno di Storace per la formazione, la ricerca e l'innovazione, tre elementi ritenuti fondamentali anche per il Lazio dei prossimi cinque anni. "Per la politica - ha detto Marrazzo - sostenere la ricerca è un dovere. Ed è importante ringraziare chi si occupa di ricerca, perché contribuisce al miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini".
fonte:www.sviluppo.lazio.it
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