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Città
ricca di storia, di reperti archeologici, di cultura, e
di arte di ogni tempo. Sorta nel VII e VI secolo come
colonia greca, fu un centro fiorente durante l'impero
romano come porto e come centro di villeggiature
patrizie.
I quartieri della città vecchia mantengono quasi
intatto il reticolo viario greco-romano; su questo sono
sorti in epoche successive edifici medievali e palazzi
barocchi.
Nell'alto
medioevo Napoli fu sede di un ducato dipendente da
Bisanzio; nel 1139 entrò a far parte del regno
Normanno, poi di quello Svevo. Nel 1266, con gli
Angioini divenne capitale; dal 1441 con gli Aragonesi,
la cui reggia era il Castel Nuovo, iniziò a Napoli il
periodo del Rinascimento. Nel 1503 il regno di Napoli
cadde in potere della Spagna.
La città si estese con il tipico fitto reticolo di vie
strette verso la collina. Ritornò capitale nel 1734
sotto i Borboni e lo rimase, tranne la breve parentesi
napoleonica (1806-1815), fino al 1860 quando avvenne
l'unione d'Italia. Oltre ai secoli XIII e XIV, di
notevole produzione artistica furono i secoli del
periodo barocco (XVII-XVIII) i più fecondi dell'arte
napoletana, che in architettura, pittura e anche in
musica raggiunse espressioni originali e vivaci.
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