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Gli Hirpini,
un'antica tribù di origine nomade, diedero vita al primo
nucleo abitativo della Città di Avellino, nei pressi
dell’attuale paese di Manocalzati, nell'antica "Abellinum",
poi in seguito alle incursioni da parte di tribù rivali,
questo nucleo si andò spostando via via verso Atripalda
per giungere nei pressi della zona dove oggi sorge il
Duomo di Avellino. La sua posizione strategica richiamò
l'interesse dei romari che lasciarono un'importantissima
traccia nella struttura urbana della città. Risalene
all'anno 129 A.C. una famosa villa romana edificata sulla
collina dove ora sorge il Duomo. Nel 500 d.C., con
l’affermazione del cristianesimo, Avellino viene assurta
a sede Vescovile. Poi subì le invasioni barbariche dei
Vandali e dei Goti. Per questo nel IX sec. (anno 1000) si
edifica il castello longobardo sito sulla collina
"Terra" e più precisamente tra il Rio Rigatone
(C.so Umberto). Fa parte del Principato di Benevento fino
alla sua caduta e poi passa di dominio del Principato di
Salerno. Dopo svariate vicissitudini storiche alla fine
del 1500 ritorna a far parte del di Marino Caraciolo.
Durante questo periodo, che arriverà fino al 1800, la
città verrà arricchita di numerose opere artistiche
quali ad esempio la Fontana di Bellerofonte, la Torre
dell’orologio ad opera del Fanzago, il rifacimento del
palazzo della Dogana. Nel 1820 è teatro dei moti
rivoluzionari, segno di una capacità di
autodeterminazione e della ricerca di libertà.
L’unità d’Italia non ha giovato allo sviluppo sociale
ed economico della città anche perchè fu tagliata fuori
dalla costruzione della linea ferroviaria Napoli –
Benevento – Foggia, rimanendo tagliata fuori dai flussi
commericiali e turistici.
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