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Teramo
e' una citta' millenaria che possiede cio' che il visitatore
pretende di vivere in una citta' d'arte. Tutto e' racchiuso in
uno spazio ristretto, tra la maestosita' della Cattedrale, con
l'elegante torre svettante tra i tetti di nobili palazzi, la
leggiadria dei palmizi negli assolati orti tra le stradine
medioevali, e i resti poderosi della romunita'. E' una citta'
dove occhi e orecchi ricevono impressioni quasi senza pausa,
dove l'antico affianca il nuovo e il nuovo si intreccia con
l'antico. E' una citta' disponibile purtroppo a barattare la
serenita' del centro storico con il falso piacere di una
circolazione sfrenata per le sue anguste vie. Va conosciuta e
scoperta poco a poco, solo cosi' si accompagnera' a voi tra le
arcate dei silenziosi chiostri nascosti nella sua parte piu'
antica, tra le strette "rue" dove ancora risuona il
martellio degli artigiani, tra i giochi dei ragazzi e le
anziane donne che siedono sull'uscio a conversare. Qui sarete
ammaliati dagli odori di una cucina antica e genuina, tra le
piu' famose della regione. Suggestive bellezze si offrono poi
a chi vorra' fermarsi nella zona: le case rurali, le chiesine
romaniche, le passeggiate ecologiche in una campagna di
infinita dolcezza, dominato da vigneti, uliveti e querce
secolari, dove ogni giorno si puo' scoprire il fascino di una
terra aspra e gentile. Basta scoprire Teramo dall'alto di una
delle verdi colline che la circondano per rendersi subito
conto di come la citta' sia inserita in un ambiente naturale
invidiabile.
Ad occidente la catena del Gran Sasso e i Monti della laga
separano il versante teramano da quello aquilano in uno
spettacolare rincorrersi di cime e di picchi. Alle spalle i
monti Gemelli e la suggestiva fortezza di Civitella del
Tronto, segna il confine con le Marche. A oriente le colline
digradano dolcemente verso la costa quasi a lambire le acque
dell'Adriatico. La citta', alla confluenza di due fiumi, si
distende su un angusto triangolo: verso i monti la parte
nuova, alla punta del pianoro, tra i fiumi, quella piu'
antica, dove in un bosco centenario di querce furono (alzate,
circa tremila anni fa, le prime capanne). Ai teramani va il
merito di aver saputo conservare nei secoli l'antica forma
della citta', fino a che negli anni '60 essa fu per buona
parte mortificata da un'aggressione urbanistica per niente
rispettosa dell'antica struttura. Tuttavia l'insieme della
parte antica resta integro e in esso sono ancora riconoscibili
le esigenze storiche, economiche, culturali e politiche che ne
influenzarono lo sviluppo nei secoli. Chi visita Teramo dovra'
essere disposto non solo a vedere ma anche ad immaginare, a
ricostruire idealmente cio' che e' stato deturpato e
cancellato.
Vi invito quindi a ricomporre questo gronde puzzle nella
convinzione che per penetrare a fondo nella identita' di una
citta' e assaporare l'atmosfera culturale di ciascun secolo,
c'e' bisogno di giorni.
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