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La Camera di Commercio di Chieti,
su richiesta dellíAssociazione dei
produttori, ha provveduto a registrare il marchio Ventricina
del
Vastese. In senso tecnico-giuridico si
tratta di un marchio collettivo
comunitario del quale la Camera di Commercio di
Chieti sarà titolare
dei diritti su tutto il territorio dellíUnione
europea per il controllo
ed il rispetto del regolamento previsto.
Prima in Abruzzo e tra le primissime in Italia nel
settore
agroalimentare, la Camera di Commercio di Chieti
diventa dunque
protagonista della tutela, della valorizzazione e
della promozione dei
prodotti tipici della provincia, a cominciare da
quello forse più famoso
ed apprezzato, considerato uno dei grandi salumi
italiani, tramandato
per generazioni dalle famiglie contadine della
ristretta zona collinare
tra il Trigno e il Sinello e tanto apprezzato dai
Borboni.
ìLíobiettivo è quello di garantire líorigine, la
natura e la qualità di
uno dei prodotti tipici di eccellenza della regione
? ha detto il
presidente dellíente Dino Di Vincenzo ?
regolamentato attraverso un
disciplinare che prevede requisiti produttivi,
controlli e sanzioni, che
> consentono di tutelare da un lato i produttori
dallíutilizzo improprio
del nome ventricina del vastese, dallíaltro il
consumatore che potrà
apprezzare un prodotto controllato lungo tutta la
filiera produttiva,
secondo i principi della tracciabilità. Per la
Camera di Commercio di
Chieti si tratta di un impegno che preciso che
riguarderà anche altri
prodotti alimentariî.
Nel regolamento che è stato depositato, infatti,
sono stati indicati i
requisiti che devono possedere i produttori che ne
facciano richiesta
(ad esempio la zona geografica di appartenenza che
deve essere quella
dei 25 comuni rientranti nelle Comunità montane del
Medio e dellíAlto
Vastese) e il processo produttivo che deve essere
seguito: líallevamento
dei suini deve prevedere uníalimentazione
controllata con un apporto
equilibrato di mais, favino, orzo, frumento, avena e
cereali minori, non
geneticamente modificati; gli ingredienti, con il
taglio in punta di
coltello delle parti più nobili del maiale e
l'aggiunta di un trito di
peperoni secchi, sia dolci sia piccanti,
finocchietto selvatico e
talvolta pepe; la stagionatura legatura con uno
spago o con una rete
fine, la ventricina per almeno 90 giorni in ambienti
freschi. La
" Ventricina del Vastese" deve avere la
caratteristica forma a palla o
subovoidale e può avere un peso tra 1 e 2,5 kg. Al
taglio presenta una
grana disomogenea dal brillante colore rosso
arancio, ha sapore
soavemente piccante ed aroma fragrante.
Il marchio ha una forma ellittica con l'asse
maggiore orizzontale
sormontato, al centro, dalla rappresentazione della
testa di un maialino
sorridente. Allíinterno dellíovale, in primo
piano, la scritta
ìVentricina del Vasteseî affiancata da una ghianda
con foglie di quercia
a simboleggiarne líalimentazione naturale. Sullo
sfondo, il profilo di
tre colline degradanti all'orizzonte che ricorda il
territorio di
produzione.
Sempre per la Ventricina del Vastese, la Camera di
Commercio sta inoltre
provvedendo a richiedere all'U.e. anche il
riconoscimento dell'Igp
(Indicazione geografica tipica), che rappresenta un
altro tassello
nellíopera di tutela e valorizzazione di questo
prodotto, mentre ha già
avviato la valutazione per un marchio destinato ai
carciofi di Cupello e
al tartufo del Sangro.
Prima uscita ufficiale del marchio collettivo della
"Ventricina del
Vastese" è prevista per la manifestazione
nazionale "Salumi e Salami"
che si svolgerà a Mantova la prossima settimana
(dal 23 al 25 maggio)
nell'ambito della organizzazione predisposta dal
Centro Interno delle
Camere di Commercio d'Abruzzo e che vedrà la
partecipazione della
Provincia di Chieti.

La Ventricina del vastese
fonte www.vetricina.com
La presenza e un rilevante consumo di salami
tipici in Abruzzo e' una consuetudine alimentare che
si e' protratta e conservata fino ai giorni nostri.
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Abbastanza identificabile ed unico, nella
regione Abruzzo, appare la Ventricina,
delimitata storicamente nella zona collinare
e pedemontana, prossima al fiume Trigno e il
fiume Sinello detta appunto del vastese.
Questa specialità ancora oggi e'
prodotta in modo molto artigianale e
caratteristica; recentemente, pero',
l'immagine ed il nome della Ventricina viene
utilizzato dall'industria salumiera anche a
livello nazionale, tanto per allargare la
gamma dei prodotti offerti. Un esempio e' il
nome di Guilmi, un comune del medio-alto
vastese. Il suo nome e' stato rapinato da
una industria salumiera extra-regionale per
promuovere un suo tipo di ventricina.
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L'edizione industriale e' presente sul mercato
con lo stesso aspetto esteriore ma con
caratteristiche organolettiche assolutamente anonime
e con un prezzo di vendita inferiore al 50 - 70% di
quello artigianale.
Queste considerazioni indicano come il momento
sia quanto mai propizio per la realizzazione di
azioni di tutela alla Ventricina del vastese.
Notizie
La tradizione della "maialatura",
ovvero l'uccisione del maiale e la sua
trasformazione in salami, e' molto diffuso in tutta
la regione Abruzzo.
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Nella zona collinare e pedemontana che si
estende dalle colline di Scerni-Cupello fino
a giungere a Schiavi d'Abruzzo, comprendendo
tutti i comuni delle comunita' montane
denominate del medio ed alto vastese, la
maialatura ha assunto, nel corso dei secoli,
una tradizione a spiccato carattere locale.
Accanto al sale, per esempio, usato come
conservante della carne di maiale, fin dagli
antichi egizi, e' stato introdotto,
successivamente, il "peperone
trito" dolce e piccante come spezia e
conservante. La carne, inoltre, viene
tagliata esclusivamente con il coltello a
pezzi.
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Perlopiu' come insaccatura vengono usate le
vesciche dei maiali.
La tradizione della maialatura, sempre
conservata, e' viva presso le famiglie contadine di
questo territorio. A favorire il mantenimento di
queste tradizioni ha contribuito l'avvenuta
constatazione che l'impiego di maiali di provenienza
industriale (grandi allevamenti) per le preparazioni
casalinghe riduce notevolmente la sapidita' e la
conservabilita' dei salumi.
Quindi la tradizione vuole che il maiale venga
acquistato appena svezzato, durante l'inverno
precedente ed allevato con molta cura lasciandolo
ingrassare fino a pesi molto elevati da 180 ad oltre
200 chili.
L'alimentazione prevalente e' a base di crusca,
farinacci, frutta, avanzi domestici in genere.
L'alimentazione e' uno degli elementi fondamentali
per le caratteristiche qualitative delle carni e
quindi dei salumi.
L'uccisione avviene in inverno e rappresenta una
vera a propria festa per i contadini, un momento di
aggregazione sociale. Le giornate scelte sono sempre
quelle piu' fredde e per i piu' tradizionalisti
sempre in fase di luna calante.
Il maiale viene ucciso per giugulazione. Dopo il
dissanguamento il suino e' desetolato con fuoco,
acqua bollente e lama di coltello; subito dopo viene
eviscerato.
In seguito la carcassa viene lasciata frollare
almeno per una notte, prima di iniziare le
operazioni di disosso. Il clima rigido delle zone in
cui e' viva questa tradizione garantisce una buona
refrigerazione. Dopo questo periodo la carcassa
viene disossata ed ogni piccola parte trova il suo
impiego. "Del maiale non si butta niente",
recita un antico detto.
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