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La
città di Chieti ha origini antichissime ed il
nome italico Teate ha una provenienza
misteriosa, si tramanda una curiosa derivazione
di Teate da Tegeate, città dell'Arcadia. Alcuni
storici del Seicento rivendicano addirittura una
fondazione ad opera di eroi e semidivinità
greche: forse Ercole o Achille.
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Un'ipotesi più attendibile è quella che
attribuisce a Chieti un' origine italica nel cui
idioma Teate significherebbe "collina
boscosa". Abitata dalle antichissime genti
osche fu invasa da popolazioni appartenenti alla
tribù dei Marsi intorno al 1000 a.C. Questi,
preso il nome di Marrucini, si stanziarono sulle
terre intorno a un'altura che domina la valle
del fiume Pescara. La città divenne il centro
più importante del territorio dei Marrucini che
vissero in buoni rapporti con la potenza di
Roma. Ma in seguito al mancato riconoscimento
della cittadinanza, si unirono alle altre
popolazioni italiche locali, scatenando nel
primo secolo avanti Cristo la guerra sociale. Al
termine di lunghi combattimenti, Roma dovette
riconoscere loro la cittadinanza e Teate divenne
municipio di una certa importanza. Il periodo di
massimo splendore per la città è da
individuare tra la fine della repubblica e il
primo secolo dell'età imperiale, grazie al
mecenatismo di alcune illustri famiglie teatine
tra cui spicca il nome degli Asinii.
L'antico foro era situato all'altezza
dell'attuale Seminario, dove sono state
rinvenute numerose iscrizioni pubbliche, un
mosaico, un muro reticolato e un gruppo di
edifici sacri che ne delimitano l'area su due
lati.
Di questo insieme, l'elemento di maggior rilievo
è un complesso costituito da due tempietti
gemelli della seconda metà del I sec. d.C., e
da un terzo tempietto minore e più tardo, tutti
posti sopra un alto podio. Nella zona più alta
della Civitella è ubicato il teatro che con i
suoi 84 m. di diametro poteva accogliere circa
5.000 spettatori.
Il Venerdi Santo a Chieti
La storica processione organizzata
dall'Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti
è caratterizzata dalla struggente melodia del
Miserere di Selecchy, eseguita da una formazione
di oltre centocinquanta violini.
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